GENOVA – TEATRO DELLA TOSSE

Il Teatro della Tosse si è insediato in Centro Storico, in quello che era il “Teatro Aliseo” nel 1986. L’intervento, che segnò un decisivo apporto per la rinascita di quell’area del Centro Storico, iniziò con la creazione di una piccola sala, nota come “Dino Campana”. Successivamente il Teatro della Tosse ha programmato e realizzato il recupero totale del vecchio complesso teatrale, portando a compimento nel 1997 la sala Agorà e la sala principale Sant’Agostino – Dino Trionfo: il complesso teatrale di Sant’Agostino è diventato così il primo complesso di teatro multisala del paese.

A distanza di anni, si è reso indispensabile un intervento di riorganizzazione e reinterpretazione degli spazi e ammodernamento strutturale e tecnologico del complesso teatrale.

L’intervento ha interessato l’intero edificio secondo un programma di priorità che di seguito vengono illustrate.

Il nuovo progetto per la sala Dino Campana ha consistito nella ristrutturazione totale rispetto al progetto del 1986. Fondamentale è stato il cambiamento del rapporto visivo tra spettatore o auditore e spazio scenico, infatti si è passati da una platea avente pendenza del 5% a poltrone poste su gradoni, costituendo un’intensa proiezione verso il palcoscenico.

Con l’intervento si è proceduto alla costruzione di un nuovo palcoscenico, eseguito con pannelli, con cui meccanicamente si può variare l’altezza, parzialmente o totalmente, del piano scenico.

Si è proceduto ad una nuova pavimentazione e a nuovi impianti elettrici e di sicurezza.

La nuova sala Dino Campana è stata dedicata principalmente alle conferenze, teatro per le scuole, monologhi e concerti da camera. Il progetto prevede 188 posti a sedere.

La sala Agorà è una sala multifunzionale di 200 posti, indipendente in tutte le sue parti. In essa è possibile fare rappresentazioni teatrali, sfilate di moda, conferenze e in particolare spettacoli con palcoscenico centrale.

Il Teatro della Tosse resta nell’attività dell’architetto Ettore Piras di particolare significato avendo elaborato il progetto con il costante apporto del compianto maestro Emanuele Luzzati, scenografo e di Tonino Conte, regista.

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